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Scoperta la tomba di famiglia di un Gran Khan mongolo

E' la prima tomba imperiale ritrovata dopo secoli di oblio

 Settembre 2007

Ippolito Marmai, sociologo friulano autore di numerose ricerche di tipo etno-antropologico e linguistico, dopo quattro anni di esplorazioni tra i monti e le steppe della Mongolia (2004-2007), durante l'ennesima spedizione nel Khentii aimag settentrionale (settembre 2007) ha individuato un importantissimo cimitero imperiale che, data l’unicità delle dimensioni e la complessità del sito archeologico, era certamente riservato a uno dei primi e più importanti Khan mongoli ed ai suoi più stretti familiari. E' probabile che alcuni antichi testi vogliano accennare a tale località quando accennano alla "tomba dei principi", in cui sono stati sepolti anche i sovrani della dinastia mongolo-cinese degli Yuan (a suo tempo dominante a Pechino, a partire dal grande Kublai Khan). 

La certezza che tali tombe appartengano al periodo imperiale mongolo proviene da una serie di dati e di considerazioni che per ora sono mantenuti riservati.  

 

Il cimitero è costituito da un enorme circolo sepolcrale (190 m. di diametro) situato poco sotto una cresta collinare, sovrastante un grande quadrilatero (380 m. di lato), al cui interno si nota un secondo quadrilatero (200 m. circa di lato). Nell’area intermedia ai due quadrilateri si nota un grande circolo sepolcrale (70 m. circa di diametro), nonché altri due circoli minori. Data tale disposizione areale, possiamo essere certi che il circolo sepolcrale adiacente alla vetta celi la tomba di un importante Khan mongolo (il cerchio è simbolo del cielo), mentre il grande quadrilatero dovrebbe contenere alcune importanti tombe femminili: come ad esempio quelle della regina-madre, dell'imperatrice (Khatun) e di altre consorti e principesse (sepolte nel quadrilatero più interno); nonché delle concubine, dei cavalli sacrificati e di altri Khan e principi guerrieri. L'intero complesso occupa circa 25 ettari di terreno collinare, ricoperto dalla foresta.

 

E' una scoperta davvero eccezionale e porta la bandiera italiana ! Fino ad ora non era mai venuta alla luce nessuna tomba dei grandi Khan mongoli e si può dire che tale sepolcreto imperiale rappresenti un unicum, giacché nulla di simile esiste in altre parti della Mongolia.

Si pensi ad esempio che le più grandi tombe principesche sparse nella steppa sono protette da circoli sepolcrali aventi al massimo un diametro di 20-30 metri, mentre le dimensioni della tomba suindicata sono dieci volte maggiori. Non molto distante dal cimitero imperiale vi sono altri significativi circoli sepolcrali. Il fatto che almeno due-tre di questi abbiano un diametro di 190 metri, fa presumere che i Khan ivi sepolti siano altrettanto importanti del primo. 

 

Solo gli scavi futuri potranno forse svelare l'identità del Gran khan e quella degli altri personaggi giacenti nel sepolcreto imperiale, ma ormai sappiamo che è proprio in questa zona che giacciono i più importanti discendenti di Gengis Khan, come i figli Tolui e Ogodei Khan e i nipoti Mongke e Kublai Khan. Ciò fa pensare che anche la tomba segreta del primo grande imperatore non dovrebbe essere troppo lontana.   

 

Novembre 2007

 

L'autore della scoperta ha messo immediatamente al corrente le massime autorità scientifiche della Mongolia: la Mongolian Academy of Science (M.A.S.) e l'Institute of Archaeology of M.A.S..

La scoperta è stata poi presentata in anteprima al

Seminario internazionale 2007 sui "Rapporti culturali Italia-Mongolia", tenutosi il 19.12. 2007 nell'antico salone della Casa della contadinanza del Castello di Udine.

Promotori dell'iniziativa: il Consolato di Mongolia di Trieste; l'Istituto di archeologia dell'Accademia delle scienze di Mongolia (M.A.S.); il Consorzio nazionale delle ricerche (C.N.R.); i Civici musei di storia e arte di Udine; il Comune di Travesio; la Società friulana di archeologia.

La cantante soprano B. Erdenetuya ha intrattenuto i convenuti con un bellissimo canto di benvenuto, secondo le tradizionali usanze della Mongolia.

Sono intervenuti nell'ordine: le autorità locali; il Console di Mongolia A. Colleoni; B. Marcolongo del C.N.R.-I.R.P.I. di Padova (da 7 anni direttore di un progetto di ricerca e sviluppo nel Gobi-Altai); A. Grossato di Padova (relatore sugli influssi e interscambi mitico-simbolici tra oriente e occidente); l'archeologo L. Villa (sugli Unni e l'occidente), I. Marmai (sulla ricerca della tomba segreta dell'imperatore e l'individuazione del sepolcreto imperiale) e infine l'illustre vice-direttore dell'Istituto di Archeologia della Mongolian Academy of Science B. Gunchinsuren (sui siti e sui progetti internazionali di ricerca archeologica in Mongolia).

 

Gennaio 2008

 

Lo scorso mese di gennaio gli archeologi delll'Institute of Archaeology of M.A.S. di Ulaanbaatar, accompagnati dallo scopritore, hanno perciò effettuato un sopralluogo nell'area in questione (21-24 gennaio 2008). Data l'importanza di quanto riscontrato è stato quindi avviato uno speciale progetto congiunto di ricerca pluriennale mongolo-italiana. In base a tale accordo la ricerca potrà ora continuare ufficialmente per un quinquennio (rinnovabile), avvalendosi preliminarmente delle più moderne tecniche di indagine archeologica (georadar, indagini geo-magnetiche, geo-elettriche, foto satellitari multispettro e radar, ecc.), in modo da poter individuare con assoluta precisione dove si trovi la camera sepolcrale del grande khan, così come quelle dei suoi congiunti.

Per ora vi è la necessità di individuare uno o più sponsor adeguati al livello dei fondi necessari per un impegno sul campo, da cui ci si attende un notevole ritorno di immagine e di pubblicità a livello mondiale per le imprese o i privati che avranno contribuito a portare alla luce tesori di inimmaginabile valore materiale e culturale. 

 

Aprile 2008

 

Primo sponsor: SYSDECO ITALIA - Immagini radar dal Satellite TerraSAR-X

In seguito a specifica richiesta del prof. Bruno Marcolongo del CNR-IRPI di Padova, la società Sysdeco Italia (ref. Dr. Fabrizio Filiberti) ha deciso di essere la prima società a sponsorizzare l'importante scoperta, concedendo gratuitamente due costosissime immagini radar satellitari del sito archeologico (TerraSAR-X "Spotlight": pancromatica 2 m. di risoluzione; banda multispettro 5 m. di risoluzione)*. Ciò permetterà di impostare con estrema precisione le prime indagini in loco e gli scavi conseguenti.

 

* Sulla società Sysdeco Italia e il satellite Terra-SAR-X vedi a fondo pagina.  

 

 

Giugno 2008

 

Il prossimo 7 giugno inizierà la prima campagna di indagini archeologiche del cimitero imperiale, situato tra i monti del Khentii aimag settentrionale (Batshireet sum); dando così avvio al progetto di ricerca "Chinggis Khaan project in Gurvan Iogoe area",  co-diretto dallo scopritore del sito Dr. Ippolito Marmai (Centro culturale Exodus, Travesio, PN), dal Prof. Byamba Gunchinsuren dell'Institute of Archaeology of Mongolian Academy of Science / MAS di Ulaanbaatar e dal Prof. Bruno Marcolongo del CNR-IRPI di Padova. 

 

 

Immagine a bassa risoluzione del sepolcreto imperiale (da Google Earth)

 

 

 

 

 

Schema delle strutture sotterranee rilevate da Google Earth

 

 

 

 

Sull'argomento vedi anche:

Ippolito Marmai, Gengis Khan. La tomba segreta dell'imperatore, Campanotto Editore (dicembre 2006; Pasian di Prato, UD).

La localizzazione del sepolcro di Gengis Khan è uno dei misteri più affascinanti della storia. Un luogo tuttora ignoto, che si ritiene contenga non solo i resti del defunto, quelli delle concubine e dei cavalli sacrificati al suo funerale, ma anche un favoloso tesoro. La tomba resta ancora un miraggio per il semplice fatto che è stato lo stesso imperatore a predisporre che il sito debba rimanere per sempre segreto: tutti coloro che si sono trovati lungo il tragitto del corteo funebre sono stati inesorabilmente sterminati, così pure gli stessi partecipanti alle esequie, al loro ritorno al campo nomade. Ciononostante, università e ricercatori americani e giapponesi hanno investito fiumi di dollari per individuare il sito segreto. Il motivo non è soltanto la fama che incoronerà gli scopritori, ma il contenuto stesso della tomba, che dovrebbe superare in ricchezza persino il favoloso tesoro del faraone egizio Tut-Ank-Amon. Contrariamente all’approccio iper-tecnologico nippo-americano, l’autore ha seguito una strada completamente diversa, di taglio etnoantropologico e linguistico, giungendo a risultati del tutto insperati. 

TUTTI I DIRITTI D'AUTORE SARANNO INTERAMENTE DEVOLUTI IN AIUTI UMANITARI A FAVORE DEI BAMBINI DI STRADA DI ULAANBAATAR

INFO marmai_ippolito@libero.it

 

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BOLOGNA - libreria MODO

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SYSDECO ITALIA - Satellite TerraSAR-X Stampa E-mail

 

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Il satellite radar TerraSAR-X è stato lanciato con successo il 15 Giugno del 2007 dalla base russa  Cosmodrome in Kazakhistan. Il satellite è stato sviluppato e lanciato grazie ad una partnership tra  il Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) e una delle società europee leader nel settore dell’informazione geospaziale, Infoterra GmbH.
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Come tutti i satelliti radar permette di acquisire immagini sia di giorno che di notte e anche in presenza di copertura nuvolosa. Ma in più TerraSAR-X fornirà dati radar di elevata qualità per l’osservazione della terra, per scopi scientifici e non.

 

Le maggiori applicazioni previste sono: settore forestale, individuazione di disastri naturali, monitoraggio di reti elettriche, creazione di modelli digitali del terreno, generazione di mappe di copertura del suolo, monitoraggio dell’inquinamento e delle correnti in mare, studio di aree geologicamente attive etc. etc.

 

TerraSAR-X utilizza un moderno sensore radar, il cosiddetto  “Synthetic Aperture Radar“ (SAR), radar ad apertura sintetica, che è in grado di produrre immagini ad alta risoluzione. Con il SAR la superficie della terra viene “illuminata” con impulsi ad onde corte tramite un’antenna. L’impulso radar viene riflesso dalla superficie e il segnale di ritorno (detto anche “eco”) viene ricevuto dall’antenna e registrato.

 

 

CARATTERISTICHE DEL SISTEMA

 

Orbita: Eliosincrona
Tempo di rivisitazione: da 2 a 4,5 giorni (con diversi angoli)
Quota:  514 Km
Capacità di storage: 265 Gbit
Velocità di trasmissione: 300 Mbit/s
Tempo di vita atteso: 5 anni

 

 

PRODOTTI BASE

 

L’antenna SAR permette tre tipi diversi di acquisizione

 

Scansar mode:

Risoluzione: 16 metri
Swath: 100 km
Massima lunghezza scena: 4200 km
Polarizzazione: singola (VV o HH)

 

StripMap Mode:

Risoluzione: 3 metri
Swath: 30 km (singola polarizzazione)
Swath: 15 km (doppia polarizzazione)
Massima lunghezza scena: 4200 km
Polarizzazione: Singola (VV or HH); Doppia (HH/VV, HH/HV, VV/HV); Quadrupla (HH/VV/HV/VH)

 

SpotLight Mode

Risoluzione: 1 metro
Unica scena di dimensioni: 10 km x 5 km
Polarizzazione: Singola (VV or HH); doppia (HH/VV)


il cliente potrà scegliere la proiezione geografica che preferisce