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La certezza che tali tombe appartengano al periodo imperiale mongolo
proviene da una serie di dati e di considerazioni che per ora sono
mantenuti riservati.
Il cimitero è costituito da un
enorme
circolo sepolcrale (190 m. di diametro) situato poco sotto una cresta collinare, sovrastante
un grande quadrilatero (380 m. di lato), al cui interno si nota un secondo quadrilatero
(200 m. circa di lato).
Nell’area intermedia ai due quadrilateri si nota un grande circolo
sepolcrale (70 m. circa di diametro), nonché altri due circoli minori.
Data tale disposizione areale, possiamo essere certi che il circolo sepolcrale adiacente alla vetta celi la tomba di
un importante Khan mongolo (il cerchio è simbolo del cielo), mentre il
grande quadrilatero dovrebbe contenere alcune importanti tombe
femminili: come ad esempio quelle della regina-madre, dell'imperatrice (Khatun)
e di altre consorti e principesse (sepolte nel quadrilatero più interno); nonché delle concubine, dei cavalli sacrificati e di altri
Khan e principi guerrieri. L'intero complesso occupa circa 25 ettari
di terreno collinare, ricoperto dalla foresta.
E' una scoperta davvero eccezionale e porta la bandiera italiana !
Fino ad ora non era mai venuta alla luce nessuna tomba dei grandi Khan
mongoli e si può dire che tale sepolcreto imperiale rappresenti un unicum, giacché nulla di simile esiste in altre parti della
Mongolia.
Si pensi ad esempio che le più grandi tombe principesche
sparse nella steppa sono protette da circoli sepolcrali aventi al
massimo un diametro
di 20-30 metri, mentre le dimensioni della tomba suindicata sono dieci volte
maggiori. Non molto distante dal cimitero
imperiale vi sono altri significativi circoli sepolcrali. Il fatto che
almeno due-tre di questi abbiano un diametro di 190 metri, fa presumere che i Khan ivi sepolti siano altrettanto
importanti del primo.
Solo gli scavi futuri potranno forse svelare l'identità del Gran khan e
quella degli altri personaggi giacenti nel sepolcreto imperiale, ma
ormai sappiamo che è proprio in questa zona che giacciono i più
importanti discendenti di Gengis Khan, come i figli Tolui e Ogodei Khan
e i nipoti Mongke e Kublai Khan. Ciò fa pensare che anche la tomba
segreta del primo grande imperatore non dovrebbe essere troppo lontana.
Novembre 2007
L'autore della scoperta ha messo immediatamente al
corrente le massime autorità scientifiche della Mongolia: la Mongolian Academy of Science (M.A.S.)
e l'Institute of Archaeology of M.A.S..
La scoperta è stata poi presentata in anteprima al
Seminario internazionale 2007 sui "Rapporti culturali Italia-Mongolia",
tenutosi il 19.12. 2007 nell'antico salone della Casa della contadinanza
del Castello di Udine.
Promotori dell'iniziativa: il Consolato di Mongolia di Trieste;
l'Istituto di archeologia dell'Accademia delle scienze di Mongolia (M.A.S.);
il Consorzio nazionale delle ricerche (C.N.R.); i Civici musei di storia
e arte di Udine; il Comune di Travesio; la Società friulana di
archeologia.
La cantante soprano B. Erdenetuya ha intrattenuto i convenuti con un
bellissimo canto di benvenuto, secondo le tradizionali usanze della
Mongolia.
Sono intervenuti nell'ordine: le autorità locali; il Console di Mongolia
A. Colleoni; B. Marcolongo del C.N.R.-I.R.P.I. di Padova (da 7 anni
direttore di un progetto di ricerca e sviluppo nel Gobi-Altai); A.
Grossato di Padova (relatore sugli influssi e interscambi
mitico-simbolici tra oriente e occidente); l'archeologo L. Villa (sugli
Unni e l'occidente), I. Marmai (sulla ricerca della tomba segreta
dell'imperatore e l'individuazione del sepolcreto imperiale) e infine
l'illustre vice-direttore dell'Istituto di Archeologia della Mongolian
Academy of Science B. Gunchinsuren (sui siti e sui progetti
internazionali di ricerca archeologica in Mongolia).
Gennaio 2008
Lo scorso mese di gennaio gli archeologi delll'Institute of
Archaeology of M.A.S. di Ulaanbaatar, accompagnati dallo scopritore, hanno
perciò
effettuato un sopralluogo nell'area in questione (21-24
gennaio 2008). Data l'importanza di quanto riscontrato è stato
quindi avviato uno speciale progetto congiunto di ricerca pluriennale
mongolo-italiana. In base a tale accordo la ricerca potrà ora continuare
ufficialmente per un
quinquennio (rinnovabile), avvalendosi preliminarmente delle più
moderne tecniche di indagine archeologica (georadar,
indagini geo-magnetiche, geo-elettriche, foto satellitari multispettro e
radar, ecc.), in modo da poter individuare con assoluta precisione dove
si trovi la camera sepolcrale del grande khan, così come quelle dei suoi
congiunti.
Per ora vi è la necessità di individuare uno o più sponsor adeguati
al livello dei fondi necessari per un impegno sul campo, da cui ci si
attende un notevole ritorno di immagine e di pubblicità a livello
mondiale per le imprese o i privati che avranno contribuito a portare
alla luce tesori di inimmaginabile valore materiale e culturale.
Aprile 2008
Primo sponsor: SYSDECO
ITALIA - Immagini radar dal Satellite TerraSAR-X
In seguito a specifica richiesta del prof. Bruno
Marcolongo del CNR-IRPI di Padova, la società Sysdeco Italia (ref. Dr.
Fabrizio Filiberti) ha deciso di essere la prima società a sponsorizzare
l'importante scoperta, concedendo gratuitamente due costosissime
immagini radar satellitari del sito archeologico (TerraSAR-X "Spotlight":
pancromatica 2 m. di risoluzione; banda multispettro 5 m. di
risoluzione)*. Ciò permetterà di impostare con estrema precisione le
prime indagini in loco e gli scavi conseguenti.
* Sulla società Sysdeco Italia e il satellite Terra-SAR-X vedi a
fondo pagina.
Giugno 2008
Il prossimo 7 giugno inizierà la prima campagna di
indagini archeologiche del cimitero imperiale, situato tra i monti del Khentii aimag settentrionale (Batshireet sum);
dando così avvio al progetto
di ricerca "Chinggis Khaan project in
Gurvan Iogoe area", co-diretto dallo scopritore del sito Dr. Ippolito Marmai
(Centro culturale Exodus, Travesio, PN), dal Prof. Byamba Gunchinsuren
dell'Institute of Archaeology of Mongolian Academy of Science / MAS di Ulaanbaatar e dal Prof. Bruno Marcolongo del CNR-IRPI di Padova.
Immagine a bassa risoluzione del sepolcreto imperiale (da
Google Earth)

Schema delle strutture sotterranee rilevate
da Google Earth

Sull'argomento vedi anche:
Ippolito Marmai,
Gengis Khan. La tomba segreta
dell'imperatore, Campanotto Editore (dicembre 2006;
Pasian di Prato, UD).
La localizzazione del sepolcro di Gengis
Khan è uno dei misteri più affascinanti della storia. Un luogo tuttora
ignoto, che si ritiene contenga non solo i resti del defunto, quelli
delle concubine e dei cavalli sacrificati al suo funerale, ma anche un
favoloso tesoro. La tomba resta ancora un
miraggio per il semplice fatto che è stato lo stesso imperatore a
predisporre che il sito debba rimanere per sempre segreto: tutti coloro
che si sono trovati lungo il tragitto del corteo funebre sono stati
inesorabilmente sterminati, così pure gli stessi partecipanti alle
esequie, al loro ritorno al campo nomade.
Ciononostante, università e ricercatori americani e giapponesi
hanno investito fiumi di dollari per individuare il sito segreto. Il
motivo non è soltanto la fama che incoronerà gli scopritori, ma il
contenuto stesso della tomba, che dovrebbe superare in ricchezza persino
il favoloso tesoro del faraone egizio Tut-Ank-Amon. Contrariamente
all’approccio iper-tecnologico nippo-americano, l’autore ha seguito una
strada completamente diversa, di taglio etnoantropologico e linguistico,
giungendo a risultati del tutto insperati.
TUTTI I DIRITTI D'AUTORE SARANNO INTERAMENTE DEVOLUTI IN AIUTI
UMANITARI A FAVORE DEI BAMBINI DI STRADA DI ULAANBAATAR
INFO
marmai_ippolito@libero.it
Il libro è in vendita nelle migliori librerie del settore:
BOLOGNA - libreria MODO
FIRENZE - libreria MARTELLI, libreria PORCELLINA
FOGGIA - libreria DANTE
MESTRE - NUOVA LIBRERIA GALILEO
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TOLENTINO (MC) - OCEANO LIBRI
TORINO - BOOKSERVICE
UDINE presso la Libreria TARANTOLA
VERONA - libreria RINASCITA
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SYSDECO ITALIA - Satellite TerraSAR-X
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Il satellite radar
TerraSAR-X è
stato lanciato con successo il 15 Giugno del 2007
dalla base russa Cosmodrome in Kazakhistan. Il
satellite è stato sviluppato e lanciato grazie ad
una partnership tra il Centro Aerospaziale Tedesco
(DLR) e una delle società europee leader nel settore
dell’informazione geospaziale, Infoterra GmbH. . Come tutti i satelliti radar permette di acquisire
immagini sia di giorno che di notte e anche in
presenza di copertura nuvolosa. Ma in più TerraSAR-X
fornirà dati radar di elevata qualità per
l’osservazione della terra, per scopi scientifici e
non.
Le maggiori applicazioni previste sono: settore
forestale, individuazione di disastri naturali,
monitoraggio di reti elettriche, creazione di
modelli digitali del terreno, generazione di mappe
di copertura del suolo, monitoraggio
dell’inquinamento e delle correnti in mare, studio
di aree geologicamente attive etc. etc.
TerraSAR-X utilizza un moderno sensore radar, il
cosiddetto “Synthetic Aperture Radar“ (SAR), radar
ad apertura sintetica, che è in grado di produrre
immagini ad alta risoluzione. Con il SAR la
superficie della terra viene “illuminata” con
impulsi ad onde corte tramite un’antenna. L’impulso
radar viene riflesso dalla superficie e il segnale
di ritorno (detto anche “eco”) viene ricevuto
dall’antenna e registrato.
CARATTERISTICHE DEL SISTEMA
Orbita: Eliosincrona Tempo di rivisitazione: da 2 a 4,5
giorni (con diversi angoli) Quota: 514 Km
Capacità di storage: 265 Gbit
Velocità di trasmissione: 300 Mbit/s
Tempo di vita atteso: 5 anni
PRODOTTI BASE
L’antenna SAR permette tre tipi diversi di
acquisizione
Scansar mode:
Risoluzione: 16 metri Swath: 100 km
Massima lunghezza scena: 4200 km Polarizzazione: singola (VV o HH)
StripMap Mode:
Risoluzione: 3 metri Swath: 30 km (singola polarizzazione) Swath: 15 km (doppia polarizzazione) Massima lunghezza scena: 4200 km Polarizzazione: Singola (VV or HH); Doppia (HH/VV,
HH/HV, VV/HV); Quadrupla (HH/VV/HV/VH)
SpotLight Mode
Risoluzione: 1 metro Unica scena di dimensioni: 10 km x 5 km Polarizzazione: Singola (VV or HH); doppia (HH/VV)
il cliente potrà scegliere la proiezione geografica
che preferisce
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